
1900. C’è una dama vestita di bianco.
Elegante, con l’ombrellino che la ripara dal sole.
Passeggia quasi assorta, con lo sguardo a terra, respirando a pieni polmoni l’aria calda dell’estate.
Sembra immersa nei suoi pensieri e avanza nella campagna brulla, forse alla ricerca di un pò di fresco, al riparo delle vicine rocce.
Sullo sfondo, in cima a un grosso sperone roccioso, si staglia alto verso il cielo azzurro, un castello. O ciò che ne resta. Una torre dalla cima monca, in effetti, ma ugualmente impressionante, che domina il deserto della campagna tutt’attorno.
C’è silenzio. Solo le cicale che cantano e, poco più sotto, il gorgogliare del ruscello che corre, limpido, verso la sua meta.
La dama finalmente raggiunge il costone roccioso e, alla sua ombra, trova riparo.
Si appoggia solo un poco con la testa alle rocce. Il riverbero del sole le arriva in pieno volto. Socchiude gli occhi.
E sogna…
Sogna di sollevarsi leggera nell’aria calda di quel momento infinito
e di volare a pelo d’acqua
e poi ricadere
ed abbracciare la terra
e fondendosi con essa
farsi radice
e generare gli alberi e l’erba e gli uccelli
e Noi
figli di questa terra,
fronde al vento
specchio delle radici nostre.


2021. La dama è perduta.
Il sogno si è tramutato in incubo. I figli si sono rivoltati contro la madre. La terra violentata. Le radici spezzate.
Il fiume Osa scorre ma la sua corsa è trattenuta, bloccata. Ingorghi di rifiuti ne impediscono il cammino.

Tutt’attorno, relitti, rottami d’auto, plastiche, metalli. Abbandono e degrado.
Quello che è stato teatro del “Sì” di centinaia di coppie, oggi semi abbandonato, ha vomitato i suoi rifiuti verso il torrente.
Come un drago che mastica il cibo che trova e dopo averne assimilato tutti i nutrienti ne sputa le carcasse.
La valle, ricca di verde, di suggestioni, di storia (www.memoriedallavalledellosa.wordpress.com), è stata stuprata.
Acque che hanno visto la storia, storie antiche e storie recenti, come quelle dei nostri nonni, non trasportano più memorie e ricordi, ma immondizia.








Il drago dorme compiaciuto nel letto della sua stessa distruzione ma non è mai pago.
La dama – madre, terra, storia – è perduta per sempre?
Forse no. Ma serve un atto di volontà. Un atto di cuore.
Un atto d’amore, come nelle storie con i principi e le principesse.
E come nei racconti per bambini, anche qui c’è un drago da sconfiggere e una dama da liberare.
In fondo un atto di volontà equivale a un atto d’amore.
Un atto d’amore verso la terra che ci ha generato.
Volontà e responsabilità, perché solo essendo presenti e attenti lo possiamo proteggere, questo territorio.
Da solo, sarà sempre preda del drago.
Per cui, largo agli audaci e ai coraggiosi.
Domenica 14 marzo 2021 è il vostro giorno.
Viene realizzata, su iniziativa di Leonello Mazzoni, una passeggiata lungo la valle dell’Osa, nel tratto compreso tra via dei Grifi e via Perano. Si camminerà lungo il fondo valle, potendo ammirare i costoni di tufo, le grotte, la cascatella in prossimità della “chiusa”, immergendosi nella storia e nella natura, laddove la mano amorevole di chi vive al confine col fiume ancora ne mantiene intatta la bellezza.


Si proseguirà poi lungo il corso d’acqua, ammirando il costone roccioso dove un tempo si ergevano le rovine del castello che ispirò il primo antico nome del territorio, il Castellaccio.

Addentrandosi man mano tra la ricca vegetazione.
Fino a scovare la tana del drago.
L’appuntamento è alle ore 9.30 di domenica 14 marzo 2021 presso la piazza centrale di Castelverde (via Massa di San Giuliano incrocio via Corvara/via Santa Maria di Loreto), muniti di scarponi e mascherina.
Per informazioni è possibile contattare il numero 3284165534.
E’ il momento della volontà.
E’ IL MOMENTO DI UCCIDERE IL DRAGO!






